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Riconoscimento di atteggiamenti
Risponde: Psicologo
10/03/2016

Domanda
Ho letto che un soggetto adulto su sei manifesterebbe istinti riconducibili al BDSM. Il mio problema é che piú di una donna successivamente rivelatasi come sub a prima vista mi é apparsa come una normalissima "persona della porta accanto". Ne deriva che certamente ho perso e perderó innumerevoli occasioni di incontro. La domanda quindi diventa:
-Al dilá dei casi macroscopici, esistono piccoli segni, atteggiamenti o tests che consentano di stabilire con una certa affidabilitá se una donna possiede istinti di sottomissione, o comunque riferibili al BDSM..?

Risposta
Salve, io credo che per comprendere realmente le attitudini di una donna gli unici strumenti che può utilizzare sono il dialogo, la conoscenza e una particolare accortezza al linguaggio non verbale.
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Consapevole o problemi psicologici
Risponde: Psicologo
03/03/2016

Domanda
Domanda difficile , lo so..... Come è possibile capire se il proprio essere sub è consapevole o visto che la nostra Mente mente in continuazione , l'essere sub è un seguito di problemi psicologici inconsci ?

Risposta
Salve, non mi trova propriamente d’accordo su “la nostra mente mente in continuazione”, sicuramente la nostra mente decodifica e spesso interpreta la realtà, ma tutte le risposte alle nostre domande le possiamo trovare dentro di noi, sentirle nel corpo, attraverso le emozioni e le sensazioni ad esempio. Un Sub percepisce che quella attitudine gli appartiene, lo sente nel corpo (sensazioni), nel cuore (emozioni) e nei pensieri. Se come dice lei invece si trattasse di una reazione ad un problema psicologico di cui non si consapevoli prima o poi i conti non tornerebbero, pensieri , emozioni e sensazioni inizierebbero a cozzare tra di loro e ci si renderebbe conto che essere sub non è frutto di una scelta consapevole ma obbligata.
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Calo del desiderio
Risponde: Psicologo
25/02/2016

Domanda
Buongiorno, cerco di essere il più schematico possibile.
Ho 40 anni, mai avuto relazioni con l' altro sesso, esperienze sessuali minime (i rapporti si contano sulle dita di una mano).
Per molto (troppo tempo) ho trascurato questo aspetto, poi negli ultimi anni questa mancanza si è fatta sentire, sia a livello fisico che proprio morale-affettivo. Ho fatto nuove conoscenze, ma si sono fermate tutte in superficie, come se chi stava dall' altra parte intuisse questa mia scarsa esperienza.
Ho provato sia con persone più giovani , che coetanee , che più grandi. Stesso risultato. Sono passato dalla voglia di continuare a provare, alla delusione, poi alla rabbia, alla frustrazione, fino ad un graduale afflosciamento. Oramai sono alcuni mesi che ho smesso anche di masturbarmi. Vi chiedo: è finita qui? Devo accettare il fatto che il sesso è prerogativa dei forti e farmene definitivamente una ragione?

Risposta
Salve, da quanto mi dice la mancanza che percepisce è sia a livello sessuale sia a livello affettivo. Io non credo che “sia finita qui”, ma sicuramente un atteggiamento pessimistico, seppure motivato da precedenti esperienze negative, non le è d’aiuto. Il pensiero “sono inesperto, se ne accorgeranno finirà” è una sorta di profezia che si auto-avvera, come se, probabilmente inconsapevolmente, a causa di questa credenza lei si ponesse nelle condizioni per non far andare avanti “la conoscenza” Il sesso non è prerogativa dei forti come non lo è una relazione sentimentale, ma un buon sesso ed una buona relazione sentimentale, credo siano prerogativa di chi in primis sta bene con se stesso. Io le consiglio di accettare la propria inesperienza sessuale, solo quando lei l’avrà accettata sarà in grado di rapportarsi con un eventuale partner, che se intelligente la accoglierà e la guiderà…
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Slave pentita
Risponde: Psicologo
25/02/2016

Domanda
Salve, da qualche mese frequento una donna, abbiamo una relazione seria, il sesso è estremamente intenso e soddisfacente e stiamo pianificando un futuro insieme.
Un paio di mesi fa ho scoperto che 4 anni fa ha avuto una relazione Bdsm come slave di un presunto Master (che però a me è sembrato più un pervertito violento e anche vagamente pedofilo).
Lei mi ha detto che è stato un periodo in cui soffriva di violenta depressione, assumeva psicofarmaci, e dopo che ne è uscita ha provato un profondo senso di schifo e vergogna per quello che aveva fatto. Però, fino allo scorso anno, ha continuato a scrivere mail con più o meno frequenza a questa persona. La giustificazione è stato voler dare una parvenza di umanità a un rapporto che di umano non aveva niente.
Oltretutto, come già accennato, con me ha rapporti sessuali molto soddisfacenti e frequenti, nei quali se mi spingo un po' "oltre", ha fastidio di eventuale dolore.
Mi ha inoltre confidato di non aver mai avuto nessun tipo di orgasmo nelle pratiche bdsm, e che si faceva infliggere punizioni psicofisiche e sessuali perché aveva perso la stima in se stessa.
Io non sono attratto dal mondo del BDSM, anche se lo rispetto, e non vorrei costruirmi un futuro con una donna che, anche se amo alla follia, potrebbe tornare ad avere strane voglie.

Si può smettere di essere una schiava, anzi, aborrire tali pratiche?

Saluti

Risposta
Da quanto mi riferisce l’essere schiava della sua compagna era più una forma di punizione legata al fatto che si denigrasse ad avesse una stima molto bassa di se, quanto di più lontano dal profilo dello schiavo/a doc, che trae piacere nell’essere sottomesso e che impersonifica questo ruolo perché lo sente proprio e non perché rappresenta una forma di punizione per non valere nulla. Si può smettere di essere schiava e trovare tali pratiche deplorevoli se, come le dicevo, l’essere schiava non è una attitudine che si percepisce come propria.
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Cuck, voyeur, pornofilo
Risponde: Psicologo
18/02/2016

Domanda
Buonasera, il mio partner si eccita molto al pensiero di vedermi in atteggiamenti intimi con altri uomini. Ha la duplice fantasia di vedermi e partecipare, comunque tutto sommato l'importante per lui è sapermi che mi relaziono con altri (virtualmente e non).Ha allacciato anche diverse relazioni virtuali con uomini con cui si eccita molto a mandare mie foto nuda e a commentarle con l'altro. Si masturba con loro e mi manda i video della sua eiaculazione (questo per la verità lo fa anche solo con le mie foto che mi chiede quasi quotidianamente).
Mi chiede di fargli le corna. Vorrei sapere se è possibile tracciare un profilo psicologico di un uomo simile e in linea generale qual è il piacere che se ne trae a vedere la propria partner posseduta da altri.
Se può essere d'aiuto per completare il quadro, lui è fissato per la pornografia e il voyeurismo in generale, inoltre dopo due anni di frequentazione e dopo essere diventata in qualche maniera il centro del suo piacere sessuale, si rifiuta di allacciare un rapporto sentimentale con me, concludo dicendo che è sterile, notizia che non so possa essere interessante.
Grazie

Risposta
Da quanto mi riferisce deduco che la natura della vostra relazione sia prettamente sessuale, poiché mi racconta che dopo due anni si rifiuta di allacciare con lei un rapporto sentimentale.
Per quanto riguarda il cuckhold posso dirle che in questo genere di pratica il piacere che trae la persona è nel vedere la propria partner posseduta da persone diverse, il piacere potrebbe venire dall’umiliazione che questo comporta e/o potrebbe derivare dal senso di sottomissione totale nei confronti o della partner o delle persone che hanno rapporti sessuali con lei. I dati che mi fornisce sono pochi per tracciare un profilo psicologico, sicuramente il suo partner è molto più attratto dal sesso non tradizionale, ma la sessualità umana è un argomento molto vasto ed ogni persona ha gusti e fantasie differenti, i problemi potrebbero iniziare quando ci si riesce ad eccitare esclusivamente in alcuni modi e quando le proprie attitudini sessuali invalidano la vita sociale e lavorativa.
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