Quando il gioco non è più un gioco Risponde: Psicologo 21/11/2013
Domanda Salve, le scrivo per avere un chiarimento dei rischi connessi al gioco BDSM quando sembra prendere troppo piede nella vita ordinaria. Qualche mese fa ho cominciato a giocare da sottomesso con una persona completamente sconosciuta. All'inizio del rapporto avevo stabilito dei limiti che mi permettessero di tenere sotto controllo la mia vita di tutti i giorni (casa, lavoro, sport, cibo) e questi limiti erano attentamente rispettati. Con il passare del tempo ci siamo conosciuti meglio e la Miss ha iniziato a giocare al bordo dei limiti. Le ho fatto notare più volte quanto per me questo suo comportamento fosse fastidioso, irrispettoso e rischioso.
In tutta risposta la Dea scesa in terra ha deciso che questa era dominazione dal basso, ed ha minacciato di interrompere il rapporto. Per ben tre volte ho ceduto ed abbiamo continuato a giocare sul filo del rasoio. Ha iniziato a darmi ordini su come vestire, mangiare, quando andare al bagno, quando vedere i miei familiari o amici, quando avere rapporti con altre donne. Per evitare di avere problemi, ad una cena a tema - tenutasi in un ristorante frequentato da gente con cui lavoro - mi sono presentato con nome falso e maschera. La cosa non è stata gradita. Tanto che abbiamo discusso e nuovamente messo a rischio il nostro rapporto. Premetto di non avere un rapporto di tipo amoroso con questa donna, ma di essergli affezionato. Questo causa continuamente dei problemi. Non mi permette di esprimermi liberamente nei suoi confronti, come fossimo sempre in gioco e come se realmente io appartenessi a Lei. Le ho più volte ricordato che per me questo è un gioco e non può avere complicazioni nella vita ordinaria e personale. Lei sembra impazzita e asserisce che essendo una sua propietà non ho diritto di parola o azione senza il suo consenso. Non sono tuttavia riuscito a decidere l'interruzione del rapporto, nella vaga speranza che si trovi una soluzione e si torni a giocare come all'inizio. Sono in torto a pensare che non appartengo realmente e sono un essere libero? che questo è solo un gioco? Come dovrei comportarmi?
Risposta Salve, probabilmente ciò che per lei è un gioco non corrisponde all'idea che la sua MIss ha del BDSM. Nessuno tranne lei sa se è realmente libero o se appartiene a questa donna, mi sembra però, da quel che dice che non riesce ad uscir fuori da una relazione che le sta creando non pochi problemi. Chiarisca una volta per tutte che per lei il BDSM è un gioco da praticare in alcuni contesti e non uno stile di vita ma sia pronto ad accettare anche il punto di vista dell'altro. A volte per essere liberi bisogna saper rinunciare.
Amare - Come dimenticare un uomo Risponde: Psicologo 14/11/2013
Domanda Buonasera, pare banale, ma fa più male di ogni altra ferita. Come dimenticare un uomo, come cancellare dalla mente e dal cuore un uomo che ti ha ferita? Non è una domanda scherzosa, è un problema grosso di chi non riesce più a vivere senza l'uomo con cui ha passato un anno splendido. Poi la scoperta di un'altra donna, in contemporanea. Sono ancora innamorata a distanza di mesi, sempre malata, a letto, persiane chiuse, voglio solo silenzio per pensare a lui e soffrire. Vivere sola aiuta ma è anche pericoloso. Che faccio? Come dimenticare, come riprendere a vivere?
Risposta Buona sera, le ferite della vita non possiamo cancellarle come un disegno su una lavagna, piuttosto dobbiamo accettare la situazione e cercare di impegnarci in ciò che per noi può avere un significato. Stare a letto a pensare non potrà certo aiutarla ad uscire da questo profondo senso di tristezza e vuoto.
Senso di Protezione Risponde: Psicologo 14/11/2013
Domanda Salve, vivo una relazione Dom/sub dove il mio Padrone dice spesso di sentire un forte senso di protezione nei miei confronti. Questo fa sì che sia molto 'gentile' nei modi di rapportarsi con me e da parte mia sono sicura ci sia anche del sentimento. Visto che però abbiamo circa 15 anni di differenza e lui è diverso rispetto al prototipo di Master mi chiedo, può essere che questa sua sensazione derivi anche da un desiderio di paternità? So che dovrei chiederlo direttamente a lui ma per il momento mi sembra eccessivo e volevo prima un parere secondo la psicologia. Grazie!
Risposta Salve, dovrei conoscere il suo master per comprendere da cosa deriva il suo comportamento protettivo. Certamente non è solo un desiderio di paternità, a far essere un uomo protettivo,
La mancanza di penetrazione Risponde: Psicologo 11/04/2013
Domanda Salve. Vorrei quali possono essere le cause per cui ripetutamente un uomo, lo stesso per intenderci, (non parliamo di rapporti occasionali) eviti la penetrazione sia vaginale, sia anale, intrattenendo solo rapporti orali, per lo più fellatio, quindi non sempre ricambiato? Cioè l'unica volta che in lui c'è stato questo intento (della penetrazione) è stata la prima volta. Ma io l'ho fermato perché avevo paura che se l'avessi fatto da subito sarebbe morta lì. Che si tratti di un blocco psicologico con me, visto che so per certo che con altre donne questo problema non c'era? So solo che con loro spesso gli capitava di non venire, di non arrivare all'orgasmo. Con me invece questa cosa del venire mai stato un problema. In rete non esiste nulla al riguardo. Io almeno non ho trovato nulla.
Chiarisco che non si tratta di impotenza, scarsa igiene, mancanza di desiderio. Anzi appena mi vede o tocca diventa subito eccitatissimo. Ah un altro dettaglio magari non trascurabile, non so magari possa servire...mi ha sempre detto che non è attratto che non gli ispira il sesso anale, cosa che l'ho trovata strana, visto che gli uomini ne vanno tutti pazzi. Ma il problema è come mai nemmeno penetrazione vaginale col pene? Solo con le dita o altri oggetti. Quindi qual è il problema? Grazie.
Risposta Salve,
innanzitutto direi che magari la maggior parte degli uomini sono attratti dal sesso anale e non che "tutti ne vanno pazzi". Generalizzare è sempre pericoloso. Mi dice che nei rapporti precedenti l'uomo in questione ha riferito di aver avuto problemi di orgasmo. Ha mai chiesto direttamente a lui cosa lo blocca? Magari è diventata un'abitudine quella della fellatio e la paura di "non riuscire a venire" potrebbe indurlo ad evitare la situazione.
timidezza Risponde: Psicologo 11/04/2013
Domanda Sono un ragazzo timido, che da molto nasconde il suo desiderio di slave e di amante del femdom. Non so come affrontare il discorso o eventualmente cercare colei che desidero che mi comandi. Come posso fare?
Risposta Salve,
la timidezza molte volte ci impedisce di fare quei passi indispensabili per sperimentare e vivere la nostra vita. Evitare le situazioni o magari nascondersi dietro uno schermo non fanno che accentuare il problema. Potrebbe iniziare a raccontare se stesso, compresa la propria timidezza, quando si relaziona con una persona. Partendo da come è, sarà più facile, successivamente, dire ciò che desidera.
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