Vedere le scene a rallentatore Risponde: Psicologo 07/04/2011
Domanda Salve, in 2-3 occasioni mi è capitato di vedere le scene al rallentatore, durante le sessioni. Situazioni in cui ero estremamente coinvolta, al tal punto che mi sembrava di non essere più nel pieno controllo delle mie facoltà. Ad esempio il movimento di una mano, una frustata che sta per arrivare, una zip che si apre... mi sembrava di osservare il tutto attraverso un filtro rallentato. Mi chiedevo, da cosa può dipendere? C'è relazione tra questo fenomeno e l'eccitazione? Oppure è correlato a problemi che riguardano traumi psicologici anche se io avverto eccitazione? Grazie
Risposta Probabilmente il piacere che hai riscontrato la prima volta nel vivere la sessione al rallentatore ti ha portato a ripetere l'esperienza. Se cominci, però, a viverla come un disagio e/o se noti che vi è una completa perdita del controllo, allora sarà utile parlarne con uno specialista.
Alcuni chiarimenti su modalità e termini Risponde: Psicologo 01/04/2011
Domanda 1-Spesso si dice che una parafilia non è tale se non rappresenta l'unico modo di rapportarsi. Il fare sesso pensando al bdsm ma senza passare all'atto si deve considerare altro dalla parafilia?
2-Il secondo quesito riguarda la termonologia comunemente usata per descrivere i vari atteggiamenti nell'ambito del "contenitore parafilie" ovvero sadismo masochismo ecc ecc.dove in realtà tale terminologia, a mio avviso, ha un senso se consideriamo l'azione senza considerare l'individuo mentre se teniamo conto di entrambi i partner consenzienti il male subito o agito è sempre bene per l'altro. Credo che veri sadici siano coloro che compiono crimini a sfondo sessuale dove la loro azione verso l'altro è comunque male.
3-La terza domanda discende dalla seconda, che differenza c'è a livello piscologico tra coloro che si macchiano di crimini a sfondo sessuale, e la maggior parte di noi che ricerca sempre, fortunatamente, una condivisione? Forse nel primo caso dobbiamo considerare un sadico come "personalità sadica" ed invece nella maggior parte di noi c'è solo un marginale aspetto della personalità che coinvolge la sfera sessuale?
Grazie
Risposta 1) Le parafilie possono essere fantasie, impulsi e comportamenti sessuali. Possono avere come caratteristica un disagio o una compromissione nell'area sociale e/o di funzionamento individuale, inoltre l'impossibilità di instaurare relazioni sentimentali soddisfacenti.
2-3) L'atto sadico ovviamente è ben diverso se la persona verso cui è rivolto è consenziente o no, nel secondo caso si tratta di una vera e propria violenza con un disturbo grave della personalità.
Bisogna però tener conto che nel bdsm può esserci il desiderio da parte del sadico di sperimentare cose sempre più estreme che possono arrecare danno anche ad un partner consenziente.
Essere borderline Risponde: Psicologo 13/01/2011
Domanda Ho fatto un test intitolato "di quale disturbo soffri" e mi è uscito che sono borderline.
Mi chiedo in sostanza, al di là delle definizioni wikipediane, cosa voglia dire essere borderline con degli esempi concreti.
Risposta Il disturbo di personalità borderline è ancora oggi oggetto di molte controversie.
Alcune caratteristiche che portano alla diagnosi di disturbo borderline sono: paura di essere abbandonati, rapide oscillazioni del tono dell'umore, sentimenti di vuoto interiore, idee ricorrenti di suicidio, sensazione di sofferenza senza fine, oscillazione tra l'evitamento di un conflitto e lo scontro violento.
Il paziente borderline spesso pensa di non potercela fare e vive un senso di angoscia profondo.
Parafilia da curare Risponde: Psicologo 08/12/2010
Domanda Sono una schiava. Lo psicologo parla del mio essere schiava come di una parafilia.
Dice che soffro di una parafilia e che il brutto è che chi ne soffre pensa di non soffrirne, perché le parafilie sono autoreferenziali e provocano piacere.
Essere slave è una cosa da curare? Insomma non ha detto proprio che sono malata, ma siccome da quando ho scoperto il Bdsm non riesco più ad avere orgasmi in situazioni o con fantasie vanilla dice che la cosa non va proprio bene.
Mi devo preoccupare? Oppure si tratta di un pregiudizio diffuso? Mi fido del mio psicologo ma allo stesso tempo non sento di avere un problema. Che dovrei pensare?
Risposta Ciao, da un punto di vista tecnico, il tuo psicologo dice una cosa giusta. Si parla di parafilia quando l'unico modo di provare piacere sessuale è legato ad una certa condotta, nel tuo caso una forma di masochismo.
Credo anche che, se vivi bene la tua condizione, non ci sia nulla da curare, ad esempio se non hai sensi di colpa per quello che fai. Ognuno di noi convive con le proprie nevrosi, alcuni anche con problemi ben più seri, l'importante è affrontarli se cominciano a pesarci.
Paura dei rapporti anali Risponde: Psicologo 01/12/2010
Domanda Salve, ho subito una violenza sessuale durante la mia infanzia e ancora oggi, molto più che maggiorenne, non riesco a rilassarmi ne a vivere questi fantomatici piaceri che tutti (uomini e donne) decantano, con i rapporti anali.
Premetto che il dolore mi piace, ed è proprio questo il controsenso: perchè non tollero quel dolore che mi permetterà di avere piacere?
P.s.
Ho provato a farlo con una persona che adoro, che ha avuto moltissima cura nel non farmi male, sapendo ciò che ho passato; ma, nonostante fossi ben disposta nel provare questa nuova esperienza, mi assale il terrore e non mi rilasso.
Cosa posso fare? Grazie.
Risposta Ciao, innanzitutto non tutti provano piacere con i rapporti anali.
Comunque credo potrebbe esserti di aiuto una psicoterapia in grado di farti rielaborare completamente la violenza subita.
Con il tuo partner datti tutto il tempo necessario per provare, magari iniziando con semplici stimolazioni con un dito e poi progressivamente con due. Non passare subito dalla stimolazione manuale ad un tentativo di rapporto.
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